Il Re Leone: un insegnamento dopo l’altro

«Mentre tutti cercano cosa possono prendere, un vero re cerca cosa può dare». Queste sono le parole che papà Mufasa dice al suo leoncino Simba, con la saggezza che contraddistingue questo personaggio sin dal cartone animato “Il Re Leone” del 1994. Ma parliamo del film live action diretto da Jon Favreau, uscito nelle sale cinematografiche qualche settimana fa, che ha conquistato grandi e piccini (seppur con alcune critiche) con incassi da capogiro già dal primo fine settimana.

Le vere protagoniste di questo classico Disney sono lezioni di vita ed emozioni e, questo, si può dire a gran voce, lo rende adatto anche o soprattutto ai grandi.

Il piccolo Simba che si trova a dover affrontare il lutto, l’inganno, il senso di colpa, il tradimento familiare, il vivere senza pensieri, le responsabilità, fino a diventare re. Un vero e proprio racconto di formazione per l’evoluzione che Simba affronta nella vicenda, sino a riconoscere e assumere il suo ruolo nel cerchio della vita.

«Essere re vuol dire molto di più che fare quello che vuoi. Tutto ciò che vedi coesiste grazie ad un delicato equilibrio. Come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature, dalla piccola formica alla saltellante antilope. Quando moriamo, i nostri corpi diventano erba, e le antilopi mangiano l’erba, e così siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita». Ecco come insegna Mufasa a suo figlio il rispetto e la dignità di tutti gli esseri viventi, addirittura quelli che mangia, perché fanno comunque parte della madre natura. Un concetto così importante ed espresso elegantemente, tale da entrare nella mente e nel cuore; reso speciale anche dalla splendida rappresentazione dei paesaggi africani, colorati, vasti, assolutamente perfetti.

Ma anche gli altri personaggi ricoprono un ruolo fortemente didascalico, come Timon e Pumba, la coppia divertente e pazzerella (forse ancora più che nel cartoon) e la loro famosa filosofia di vita “Hakuna Matata”: vivere senza pensieri, ansie e negatività. Simba, però, inizialmente fraintende questo pensiero, sopprimendo il suo passato e scappando da esso. Ecco però che arriva Nala sincera, risolutiva, decisiva, simbolo di una figura femminile forte, che lo fa ragionare e lo riporta ad affrontare i problemi. Stessa cosa si può dire di Sarabi, mamma di Simba, che non sottostà alle provocazioni di Scar, anzi si fa rispettare come una vera leonessa! Un bel messaggio culturale e sociale.

Anche se la trama è pressoché la stessa, il film merita di essere visto proprio per il suo impatto “realistico” in cui i momenti divertenti sono assolutamente ben dosati a quelli più drammatici. E in questo immenso cerchio della vita, sicuramente “Il Re Leone” continuerà a formare intere generazioni di bambini.


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