Murgia materana: tra fiori e piante secolari

Scarpette comode, bottiglietta d’acqua, la mano ai vostri bimbi e via per un’esplorazione della Murgia, alla scoperta della natura incontaminata e aspra. Il territorio, istituito come Parco regionale nel 1990, nonché parte integrante del patrimonio Unesco di Matera, è un vero e proprio gioiello tra gravine, rupi, forre, grotte e centinaia di chiese rupestri a testimonianza dell’antico rapporto tra l’uomo e l’ambiente sin dai tempi preistorici.

A costellare un paesaggio così “arido”, quasi sembrerebbe strano, ma ci sono ben 923 specie floristiche, di cui circa un centinaio rare e rarissime, in soli 8000 ettari di terreni. Un’immensa ricchezza a cielo aperto di grande importanza per la biodiversità, da cui lasciarsi avvolgere. Basterà, infatti, chiudere gli occhi e annusare l’aria per rendersi conto da quanti profumi si viene travolti; dal timo alla menta, dalla malva all’origano, sino al rosmarino; un bell’esercizio da far fare ai più piccoli, una sorta di indovinello olfattivo.

Proprio questi canyon hanno costituito per molte specie un ambiente conservativo, diventando difensori di alcuni fiori di antichissima origine altrove scomparsi, quasi dei “relitti di flore arcaiche”, ad esempio: il kummel di Grecia, la campanula pugliese, il raponzolo meridionale.

Le escursioni da intraprendere possono essere facili, medie e impegnative con una variazione di difficoltà, di fatica e di tempi di percorrenza; passando da un paio d’ore a un paio di giorni. Con i bimbi (preferibilmente dai 3 anni in su) è opportuno rivolgersi ad accompagnatori esperti e certificati, evitando il “fai da te” nei meandri della Murgia.

«Vivere in aree altamente cementificate è dannoso per la salute respiratoria e oculare dei bambini, mentre vivere in aree con molto verde urbano è protettivo», a dirlo è un’indagine dello scorso gennaio pubblicata su Environmental Health.

Ovviamente, tutti i fiori e le specie che fanno parte del Parco sono solo da ammirare e non da raccogliere come souvenir… il delicato equilibrio naturale che non si può alterare.


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