Disturbi specifici dell’apprendimento: come riconoscerli

I brutti voti, le difficoltà nella lettura, i problemi con la matematica, la brutta calligrafia, spesso non dipendono dalla volontà dei bambini, ma da vere e proprie problematiche importanti che si chiamano disturbi specifici dell’apprendimento (DSA). Si corre il rischio di “etichettare” questi bambini come svogliati e pigri, ma a noi le etichette non piacciono, vero? Con il parere della psicologa Donatella Albano cerchiamo di scoprire di più.

Oggi si sente spesso parlare di DSA, cosa sono realmente?

«In linea generale quando parliamo di DSA, facciamo riferimento alle difficoltà nella lettura, nella comprensione del testo, nella scrittura e nel fare i calcoli. Diventa importante conoscerle affinché si possa intervenire tempestivamente e supportare il bambino nel suo percorso scolastico e di crescita.»

Cos’è la dislessia?

«La dislessia è un disturbo specifico nella lettura, in termini di accuratezza e velocità, che risultano particolarmente inficiate rispetto ai bambini della stessa fascia scolastica. Lettura lenta, sostituzioni, omissioni e spesso anche difficoltà nel comprendere.»

La disortografia e la disgrafia, spesso vengono associate insieme, cosa sono?

«La disortografia è un disturbo specifico della scrittura a livello ortografico, non legato quindi alla mancanza delle conoscenze ortografiche. Omissioni di lettere, errori di separazione e fusione di parole, ecc. La disgrafia, invece, è un disturbo specifico della scrittura a livello grafico. Spesso la scrittura del bambino con disgrafia è irregolare, difficilmente comprensibile o significativamente più lenta.»

La discalculia riguarda sicuramente la difficoltà nei calcoli…

«Esatto, è un termine utilizzato per evidenziare un disturbo specifico che riguarda le abilità del numero e del calcolo. Molte volte risulta difficile per questi bambini l’applicazione delle regole e delle procedure legate al numero. Per esempio potrebbe essere complesso associare la quantità al numero corrispondente, numerare in senso progressivo, così come il calcolo a mente o il calcolo scritto, ecc.»

Quando e come riconoscerli questi disturbi? Ci sono dei “campanelli d’allarme”?

«Ci sono DSA con gravità e difficoltà differenti, ma è comunque possibile per i genitori individuare degli indicatori che possono essere dei campanelli d’allarme. Una lettura eccessivamente lenta; la confusione con grafemi e/o fonemi simili; o le omissioni di doppie: “palla-pala”; le difficoltà nel capire il senso dei numeri. Questi disturbi ineriscono profondamente con le caratteristiche del bambino e non dipendono da fattori contestuali o relativi al suo impegno. A volte si scambiano questi segnali per svogliatezza, ma questa è solo una conseguenza di difficoltà importanti del bambino.»

A chi bisogna rivolgersi?

«Laddove ci sia la necessità è importante che la famiglia si affidi a figure competenti. A un team di esperti spesso composti da psicologo, logopedista e neuropsichiatra infantile, che possano creare una squadra con la scuola e la famiglia. Creare una rete che supporti lo sviluppo del bambino è fondamentale.»


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