Seggiolini anti-abbandono: un “bip” sullo smartphone salva la vita

Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, ieri ha firmato il decreto attuativo dell’articolo 172 del Nuovo codice della strada: quello studiato contro l’abbandono di bambini in auto. Si tratterà di dispositivi anti-abbandono che emetteranno un suono sullo smartphone, il quale servirà a ricordare al guidatore che sull’auto c’è anche un piccolo passeggero prima di uscire dal veicolo.

L’obbligo sarà definitivamente operativo per tutte le auto che trasportano bambini di età inferiore ai 4 anni, non appena il decreto legge sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

In molti però stanno criticando questa scelta, perché pensano sia un modo per far arricchire le ditte produttrici dei seggiolini, o come si legge tra i commenti sui social “il buon senso e le responsabilità dovrebbero essere gratis”, “non dovremmo pagare noi gli errori degli altri”. Commenti, quantomeno discutibili, dato che il decreto volge alla prevenzione; mentre, per quanto riguarda i fantomatici costi, il Ministero ha precisato che sono in studio le modalità per «attuare l’agevolazione fiscale prevista per favorirne l’acquisto ed incrementare le relative risorse».

La legge, inoltre, prevede delle sanzioni per chi non utilizza i sistemi anti-abbandono: una multa da 80 a 323 euro, la decurtazione immediata di cinque punti dalla patente e, in caso di recidiva nell’arco di un biennio, la sospensione del titolo da 15 giorni a due mesi.

Continuano a rimanere valide le raccomandazioni e accortezze dell’Aci (Automobile Club Italia) per il trasporto di un bambino in automobile. Ecco le cose da evitare:

  • Tenere il piccolo tra le braccia in automobile.
  • Utilizzare un seggiolino danneggiato in un incidente.
  • Dare da mangiare lecca-lecca o cibi con il bastoncino: in caso di frenata potrebbero ferire il piccolo.

Negli Usa negli ultimi vent’anni sono stati quasi 800 i bambini morti in auto, in Italia per fortuna molti meno: una decina in tutto. L’ultimo dei quali il 20 settembre scorso a Catania: il padre, ricercatore universitario, pensava di aver lasciato al nido il proprio piccolo di 2 anni, che invece era rimasto sul veicolo sotto il sole cocente.
Ma tralasciando numeri, statistiche, polemiche, se questo dispositivo anti-abbandono servisse a salvare anche un solo bambino, non ne sarebbe valsa comunque la pena? Beh, direi proprio di sì!

Foto di http://www.motori.ilmessaggero.it


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