L’alfabeto delle emozioni

A, B, C, D, E…mozioni! Ma ce ne sono ancora di lettere e di sentimenti da scoprire in questo libro, esattamente ventuno come le lettere dell’alfabeto appunto. Si tratta di un alfabeto un po’ particolare, un alfabeto corrispondente alle singole emozioni: sentimenti positivi e sentimenti “negativi” da indagare, un’esplosione di lettere e di ardori da scovare.

I piccoli lettori potranno compiere un bel viaggio tra metafore, similitudini, spiegazioni, volte a far comprendere al meglio le emozioni dal sapore universale, senza cadere nei canoni maschile-femminile perché riguardano tutti, indistintamente.
Come spiegare ai bimbi la commozione? E la gelosia? L’imbarazzo, la noia, la rabbia? Un pizzico di simpatia e rime, esempi di vita quotidiana e semplicità rendono il libro a portata anche dei più piccoli, a partire dai 4 anni. “L’alfabeto delle emozioni” edito da Gribaudo, infatti, si struttura tra filastrocche e illustrazioni, tra lettere e colori. S’imparerà, pagina dopo pagina, a conoscere la propria interiorità: quando le lacrime sono di commozione e quando son di tristezza; quando la noia s’insinua come un mostro dal passo lento; e la sorpresa come un messaggio in una bottiglia in mezzo al mare. Una lettera per volta in ordine alfabetico, e pian pianino ci si tuffa in un’emozione differente. Un interessante spunto sarebbe quello di fermarsi prima di voltare pagina, per riflettere e confrontarsi sul significato della filastrocca e dell’illustrazione con il proprio bambino, per evitare anche di creare confusione tra le diverse e numerose sensazioni.

Probabilmente ci si domanderà se davvero ad ogni lettera corrisponde a un’emozione… ebbene sì, con un tocco di fantasia, Rita Poggioli ed Elena Pensiero, hanno dato una risposta a tutto. “H” come? “H” come cosa? Ma certo, “H” come Hurrà! Non sarà forse un’emozione “consueta”, ma corrisponde sicuramente a uno stato d’animo quando quella determinata parola viene pronunciata: «Hurrà! Se gioco nel lettone di mamma e papà. Hurrà! Se ogni amico alla mia festa ci sarà!» ecc. E la “V”? Come… Vendetta!

Come spiegare a un bambino un sentimento così complesso? «La vendetta di un bambino è rifiutarsi di darti un bacino, è una battaglia senza cannoni fatta di bronci e lacrimoni» ecc. Un esempio con protagonista il bambino, per far immedesimare il piccolo in questo sentimento che, visto in chiave infantile risulta addirittura innocente.E poi c’è lei, la lettera “M” che ci introduce alla… Mammite. Un legame speciale che unisce il figlio alla propria mamma, come le fragole e la panna, un amore unico e indissolubile a cui nessun “cucciolo” si può sottrarre (neanche il piccolo koala raffigurato nel libro di favole illustrato).

«Le emozioni nascono insieme a noi e al nostro rapporto con il mondo, ma iniziamo a conoscerle solo quando impariamo a dare loro un nome e capirne le sfumature», si legge nell’introduzione del testo e, si può definire, anche lo scopo che perseguono Rita Poggioli con le sue filastrocche ed Elena pensiero con le sue illustrazioni.

È possibile acquistare il libro cliccando QUI.


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