Unicef: un bambino su tre è denutrito o in sovrappeso

La malnutrizione, soprattutto quella infantile, ormai è un dato di fatto che riguarda tutti, nessuno escluso. «Stiamo perdendo terreno nella battaglia per una dieta sana per ogni bambino» sinterizza la direttrice dell’UNICEF Henrietta Fore. «Questa non è una battaglia che possiamo vincere da soli. C’è bisogno che i governi, il settore privato e la società civile rendano la nutrizione dei bambini una priorità e lavorino insieme per affrontare alla radice la nutrizione non sana, in tutte le sue forme».

Nell’ultimo rapporto pubblicato dall’UNICEF qualche giorno fa, i dati che saltano alla luce sono disarmanti: un bambino su tre, al di sotto dei cinque anni, non viene nutrito in modo adeguato. Che vuol dire? A livello mondiale, tra i bambini di età 0-5 anni, sono 149 milioni a soffrire di ritardi nella crescita e altri 40 milioni a soffrire invece di sovrappeso o obesità. 

Un cambiamento che riguarda diverse forme di malnutrizione, ma che ha il medesimo effetto: un rischio più elevato di incorrere in malattie. Due terzi dei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 2 anni non riceve tutti gli alimenti di cui avrebbe bisogno per una rapida e corretta crescita e quasi il 45% dei bambini della stessa fascia d’età non consuma frutta o verdura. Questo aumenta i rischi di un limitato sviluppo celebrale, una diminuzione delle difese immunitarie e uno scarso apprendimento scolastico. E l’Italia, il Paese del buon cibo e della buona cucina, come nutre i propri piccoli? La percentuale di bambini in sovrappeso fra i 5 e i 19 anni è ormai del 36,8%, quindi +39,1% rispetto al 1990. L’aumento dei fast food e del consumo di bibite gassate e zuccherate, sono tra le principali cause individuate per l’incremento dell’obesità infantile. Tra i paesi sviluppati, invece, la medaglia d’oro va al Giappone che ha i migliori dati sulla salute dei suoi bambini: tassi più bassi di obesità e di mortalità infantile. Il rapporto, individua, inoltre che le catastrofi legate al clima causano crisi alimentari molto gravi: la siccità, ad esempio, è responsabile dell’80% dei danni e delle perdite del settore agricolo, con conseguenze negative sul tipo di cibo disponibile, sulla sua qualità e sul conseguente prezzo.

Per rispondere alla tripla malnutrizione, l’UNICEF ha quindi lanciato un “grido d’aiuto” urgente ai governi, al settore privato, ai donatori, alle famiglie e a tutti coloro che nutrono i bambini per :

  1. Permettere alle famiglie, ai bambini e ai giovani di chiedere cibo nutriente, anche migliorando l’educazione alimentare e usando leggi collaudate – come le tasse sullo zucchero – per ridurre la domanda di cibo non sano;
  2. Spingere i fornitori di prodotti alimentari a fare la cosa giusta per i bambini, incentivando la fornitura di cibo sano, conveniente e a prezzo accessibile;
  3. Costruire ambienti con cibo sano per i bambini e gli adolescenti, utilizzando approcci comprovati, come delle etichette accurate e facili da comprendere e controlli maggiori sul marketing di cibi non sani;
  4. Mobilitare i sistemi di supporto – salute, acqua e servizi igienico-sanitari, istruzione e protezione sociale – per aumentare i risultati sulla nutrizione per tutti i bambini;
  5. Raccogliere, analizzare e utilizzare dati e prove di buona qualità per guidare l’azione e tracciare i progressi.

Ci riusciremo? Serve una mano da parte di tutti, e una presa di coscienza del grave problema che affligge ormai l’intera popolazione mondiale sull’alimentazione. Tu cosa farai per nutrire te stesso e i tuoi piccoli in maniera sana? Sul nostro sito abbiamo affrontato diverse volte, l’importanza di alimentarsi con stagionalità; questo sarebbe già un piccolo passo. Raccontaci i tuoi, taggandoci sui nostri canali social.

L’intero rapporto è consultabile cliccando QUI.

Foto della copertina del rapporto Unicef 2019.


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