Come si evolve il sorriso nel neonato

Quando un neonato ride, scoppia la gioia nel cuore di tutti quelli che lo stanno osservando, e anche la gara verso chi continuerà a rivolgere quel sorriso. Cerchiamo di capire, però, perché anche dopo qualche giorno di vita i neonati già sorridono senza un motivo apparente e come il sorriso si evolve nel corso dei mesi.

In realtà, secondo gli studi del passato, il sorriso durante le prime settimane di vita veniva considerato un atto puramente riflesso e involontario dovuto al muscolo risorio, presente solo negli essere umani, adibito alla variazione delle espressioni facciali e grazie al quale produciamo proprio il sorriso. Durante il sonno, inoltre, si è soliti vedere bambini sorridere: quella sembrava essere semplice sensazione di benessere e armonia, perché le sue necessità vitali venivano soddisfatte al meglio. Mangiare, dormire, stare al caldo e, più in generale, stare bene in salute a un neonato sono cose che erano sufficienti per sorridere: questo sostenevano diversi studi di parecchi anni fa.

Mentre, Caspar Addyman, ricercatore al Birkbeck College dell’University of London (Regno Unito) ha constato, tramite una sua ricerca nel 2013, che i bambini utilizzano la risata come mezzo di comunicazione già intorno a un mese di vita. Lo studio si basa su 700 questionari, sottoposti in diverse parti del mondo, ed evidenzia come i neonati, in base a determinati stimoli producano un sorriso. Sono soprattutto i familiari più stretti a poter godere di grandi sorrisoni da parte del piccolo, perché rassicurato dai visi che conosce. I “sorrisi sociali”, che secondo Addyman compaiono tra i 2 e 4 mesi, invecem sono una forma di interazione vera e propria, perché il piccolo fa capire a chi gli è vicino di voler continuare a fare quello che sta facendo. Le stimolazioni più piacevoli per il neonato sono il contatto fisico durante il bagnetto e il solletico. Con il bagnetto si può stimolare una risata del piccolo già a due mesi di vita; con il solletico, invece, è emerso che basterebbe addirittura mimarlo per ottenere un sorriso o una risata da parte del bebé. Stessa cosa vale per il pianto con la forma opposta, quindi quando il piccolo vuol far cambiare qualcosa: ha fame, ha sonno, è sporco. Dai 4 mesi arriva il momento delle grandi risate e scoppi di ilarità, capaci di coinvolgere anche gli adulti. E sempre tramite lo studio di Addyman, è stato mostrato che i tra 6 e gli 8 mesi, avendo sviluppato la capacità della permanenza dell’oggetto a livello mentale, i bambini iniziano a ridere in risposta a giochi, come il famoso “cucù” (di cui vi abbiamo già parlato qualche settimana fa, se vi siete persi l’articolo cliccate QUI). Dal 9 mese in poi, il bambino è completamente cosciente sull’utilizzo della risata tanto da saperla usare per esprimere felicità o divertimento, e non usarla invece in caso di paura o rabbia.

Ci teniamo a sottolineare che ogni bambino è differente dall’altro, quindi avrà i suoi tempi e questi sono dati che non sempre vengono rispettati in maniera precisa, l’importante è incoraggiare sin da subito i sorrisi con un altro sorriso, una carezza, una coccola, per far capire che i suoi comportamenti sono importanti e influenzano chi gli sta vicino, e per creare un bel legame affettivo.

Foto di https://news.fidelityhouse.eu/


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