La leggenda delle ghirlande

Un libro che ci fa entrare nel clima natalizio con una dolcezza rara e che insegna a rispettare davvero tutti perché «anche l’essere più piccolo può portare grandi cambiamenti». Con l’albo illustrato di Andrea Oberosler “La leggenda delle ghirlande”, scopriamo, per di più, una leggenda che in Italia è poco nota, perché affonda le radici nella tradizione tedesca. Pagina dopo pagina, insieme ai bambini, è possibile conoscere diversi personaggi sapientemente illustrati dalla mano di Andrea Obeosler, capace di rendere molto carini anche dei ragni… soggetti alquanto inusuali da vedere in un albo dedicato ai bimbi. Eppure, sono proprio questi piccoli animaletti i protagonisti indiscussi della storia a cui Babbo Natale dona una sorta di riscatto dai luoghi comuni, rendendo la loro più grande opera, la ragnatela, fonte di allegria e festa. Curiosi di sapere di più? Cucù ha intervistato l’autore e illustratore…

Come nasce questo racconto?

«La storia del libro è tratta da una leggenda realmente esistente (proprio come il mio libro precedente, “La leggenda dei Sempreverde”). Quello che ho fatto è stato riadattare il testo in base a come volevo raccontare la storia. L’editore “Risfoglia” mi aveva chiesto di trovare una leggenda riguardante il Natale, ne ho lette moltissime che però non mi convincevano pienamente, alla fine ho trovato questa e ho subito saputo che era quella giusta!»

Come nasce, invece, l’amore per i ragni? Dato che non ne parli solo in questo libro, ma anche sui tuoi canali social…

«I ragni mi hanno sempre affascinato moltissimo, fin da bambino. Mio padre ha una casa in montagna in cui ci trasferivamo ogni estate (e dove andiamo tutt’ora) e quindi, già da piccolo, ero abituato ad avere intorno insetti e ragni. Questi ultimi mi hanno sempre colpito moltissimo sia per la loro anatomia così particolare che per la loro capacità di fare delle ragnatele, che ai miei occhi sono piccoli capolavori. Poi è successa una cosa molto bizzarra, ovvero sono diventato aracnofobico e per circa 15 anni ho avuto il terrore, non so proprio spiegarlo… Ma nonostante ne avessi paura mi accorgevo che non riuscivo comunque a smettere di guardarli, quindi mi sono messo in testa di voler superare questa fobia e il trucco per farlo è stato quello per di studiarli e capirli. Lo consiglio vivamente a chiunque come rimedio per chi ha una fobia.»

 I tuoi ragnetti illustrati sono molto simpatici e teneri. Volevi trasformare un animale spesso associato al “ribrezzo” a queste nuove caratteristiche?

«Grazie! La vera sfida del libro è stata proprio questa, cioè renderli carini e amichevoli, proprio perché sono animali di cui tantissime persone hanno paura. Tra i motivi per cui ho deciso di illustrare questa storia, c’è anche il fatto che volevo ritrarli in una situazione che desse loro un po’ di credito, invece che associarli a qualcosa di terrificante come accade nella maggior parte dei casi. Questa storia era proprio perfetta per lo scopo.»


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