Il gioco dei travasi con l’acqua

Il travaso dei liquidi è una delle attività più famose del metodo Montessori perché si può proporre già da piccoli. Un gioco semplice, ma molto importante per stimolare la motricità, ovvero il controllo e il coordinamento dei movimenti, per stimolare la concentrazione, e per incoraggiare all’autonomia verso le attività pratiche della vita quotidiana dell’immediato futuro (allacciarsi le scarpe, mangiare con le posate, ecc.) È importante fornire al bambino oggetti “veri” e possibilmente in materiale naturale anche frangibile, perché è dall’errore che ci potrebbe essere, che si può imparare, crescere ed entrare anche in contatto con la realtà. Può capitare che durante l’attività qualcosa si rompa, ma è proprio tramite questo sbaglio che il bambino riuscirà a capire quali sono i giusti movimenti, la giusta quantità, le giuste manovre. Dare dei bicchieri di plastica al bambino, vuol dire fornirgli qualcosa di non-vero, perché non si romperà mai, non pesa, non è né caldo e né freddo, non c’è una stimolazione sensoriale. La presenza dell’adulto è indispensabile, ma passiva: bisogna rispettare i tempi del bambino, senza interruzioni e senza ridere. Il primo esempio sui movimenti da compiere può darlo l’adulto, con dei gesti accurati e semplici, per poi lasciare il bambino libero di sperimentare con le proprie manine.

Dai 12 mesi si può proporre il travaso da una bacinella all’altra, magari offrendo dei bicchieri o piccoli mestoli per il travaso, e anche altri oggetti per incuriosire il bambino al fatto che alcuni di essi riescano a galleggiare e altri no. In questa maniera, inizierà a entrare in contatto con i liquidi e la loro fluidità. Si può anche offrire un liquido colorato (acqua con colorante alimentare) per facilitare la visione dell’acqua e anche delle goccioline che possono cadere.

Dopo qualche mese, quando il bambino è più sicuro, si può proseguire con altre tipologie di travaso, senza dimenticare di delimitare lo spazio del gioco con un vassoio e fornire l’occorrente per pulire, ove necessario. Ad esempio, il travaso da una brocca a un bicchiere trasparente, così poco per volta con i movimenti ripetuti impara a dosare la quantità di acqua che può entrare in un bicchiere rispetto a quella della brocca.

Poi c’è il travaso con l’imbuto, uno strumento che per la sua forma incuriosisce molto i piccoli, i quali imparano anche a osservare il passaggio dell’acqua attraverso un canale più piccolo e a dosare la potenza del movimento. Si può procedere offrendo anche due bottiglie.

Diventando sempre più abili, i bambini acquisiscono fiducia in sé stessi e per rendere il gioco più interessante si può diminuire sempre più le dimensioni degli oggetti: ad esempio travasare in tazzine di caffè o in bicchierini.

Un altro gioco curioso che prepara i bambini alla vita pratica è il travaso con la spugna. Sempre all’interno di un vassoio, si possono posizionare due bacinelle o due bicchieri (in uno deve esserci dell’acqua) e una spugna. L’attività consiste nell’inzuppare la spugna nel bicchiere d’acqua e strizzarla nell’altro. Con un movimento lento l’adulto può mostrare un paio di volte questo travaso, pulire quello che fuoriesce e posizionare in ordine il materiale, per poi dare spazio al piccolo. Dopo diversi tentativi i bambini apprendono come procedere e si divertono un mondo a strizzare la spugna con le proprie manine e vederne uscire l’acqua. E, inoltre, grazie all’ausilio della spugna il bambino prende dimestichezza con la pulizia e l’ordine.

 


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