Lo zampognaro: una tradizione da tramandare

Luci in ogni angolo, stelle di Natale, elfi e babbi natale sparsi qua e là, contribuiscono a rendere l’atmosfera natalizia ancora più importante in ogni città. Ma c’è una antica tradizione che rende il Natale ancora più magico ed è la figura dello zampognaro, che però rischia di scomparire.

Solitamente, lo zampognaro durante il periodo della Novena dell’Immacolata, in abiti tipici, allieta tutti gli abitanti suonando motivi natalizi tradizionali. A Matera il suonatore “storico” di questo strumento è Agostino Carlomagno, che oggi ha l’età di 87 anni e con la sua zampogna e la sua forza di volontà continua ad allietare le vie della città con quel suono dolce e malinconico, capace di riecheggiare da molto lontano. Tutti sono pronti a seguire il richiamo per poi raggiungere lo zampognaro con smartphone alla mano per scattare una foto, e non è raro vedere i più piccoli che tirano la giacca dei genitori, chiedendo dubbiosi: «Cosa sta facendo questo signore?»

Anni fa, Agostino Carlomagno era solito recarsi in diverse scuole, ma oggi ci svela: «Non mi fanno entrare più in quasi nessuna scuola, la burocrazia è tanta e poi pensano che io lo faccia a scopo di lucro, quando in realtà il mio interesse è far conoscere questo strumento, questo suono e far divertire per qualche minuto i bambini». Ecco spiegata allora la lecita domanda del bimbo su cosa stia facendo quel signore. Le tradizioni sono il cuore pulsante della nostra società ed è nostro dovere tramandarle e non farle scomparire. Se i bambini non vengono stimolati e portati a conoscenza del loro passato, come pretendere che capiscano il presente e affrontino poi il futuro?

Ma il signor Agostino Carlomagno non intende arrendersi e ci dice con il suo accento lagonegrese: «Finché i polmoni me lo permetteranno, almeno nelle strade del centro storico voglio continuare a suonare e far vivere questa tradizione natalizia».


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