Alla scoperta delle amiche api

Nell’ottica del rispetto e della tutela del paesaggio e dell’ambiente, a Matera è stato stilato ieri un protocollo d’intesa tra l’Arma dei Carabinieri Forestali, il Comune di Matera e la Federazione Apicoltori Italiani. Apincittà è il nome del protocollo, primo in Italia (dopo una breve esperienza a Roma) che ha come scopo quello di salvaguardare e conoscere più da vicino le nostre amiche api. Amiche, sì. Dalle api, dalla loro struttura sociale, dal loro modo di lavorare, c’è solo da imparare.

Qui entra in gioco il protocollo, che mira con attività di sensibilizzazione e formazione al rispetto della legalità e alla conoscenza del patrimonio naturale e della biodiversità, e soprattutto all’utilità sociale e ambientale delle api mellifere (api italiane). Verranno allestiti a Matera due apiari dimostrativi presso la Stazione Carabinieri Forestale di Matera, e si svolgeranno insieme alle scuole diverse attività didattiche.

Parlando di api, non si può non far riferimento, alla loro precisa struttura sociale. L’ape regina che organizza le attività nell’alveare e ha il prezioso compito di deporre le uova. Invece, in colonie, migliaia e migliaia di api operaie (le api femmine non in grado di riprodursi) lavorano per costruire il loro nido, l’alveare, per la raccolta e l’immagazzinamento di polline e nettare, e per l’allevamento e le covate delle larve. Poi ci sono i fuchi, ovvero i maschi che non risiedono stabilmente nell’alveare, ma tra la primavera e l’estate, vi si insediano solo per fecondare la regina. Una volta che l’ape regina muore, sono le api operaie che eleggono la nuova erede al trono: la scelgono e le somministrano la famosa pappa reale, in modo da renderla fertile e capace di riprodursi. Un vero e proprio mondo tutto da scoprire, con i loro passaggi e segreti da osservare; non da meno, è anche la fase della raccolta del miele, un processo lungo e meticoloso. Le api sono un esempio di come la natura sia perfetta, ma abbia un equilibrio fragile. Per i bambini e ragazzi è importante osservarle (ovviamente, con le dovute accortezze) perché si entra in contatto con la loro forma d’arte.

Il protocollo stilato ha degli obiettivi:

  1. Il monitoraggio della qualità ambientale della città attraverso l’analisi dei prodotti apistici (il miele
    in particolare) che contengono numerosi indicatori specifici
  2. La mappatura della biodiversità vegetale e delle fioriture della città di Matera, così da poter
    progettare in modo razionale il verde urbano
  3. L’educazione ambientale dei giovani delle scuole dell’obbligo e delle fasce deboli
  4. La tutela e protezione dell’Apis mellifera ligustica, meglio conosciuta come ape italiana, quale
    specie autoctona della penisola italiana

Foto di https://www.funfamily.it/


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