L’insegnante è un lavoro per chiunque?

Nel momento in cui si sceglie un lavoro, bisognerebbe chiedersi se davvero fa al proprio caso; soprattutto quando si è in contatto con altre persone quotidianamente. Delle volte, invece, si sceglie un lavoro di ripiego oppure si opta per il lavoro capace di dare una stabilità economica fissa, ma senza riflettere effettivamente e coscientemente su quello che si dovrà fare. Il caso dell’insegnante, soprattutto quando si ha a che fare con i bambini piccoli, è uno dei lavori su cui riflettere. Si è davvero in grado di educare un’intera classe per tutto il corso della vita? Si parla di centinaia di bambini/ragazzi con cui avere a che fare… Si è davvero in grado di contribuire alla formazione e alla socializzazione dei piccoli? Di stimolare la creatività e la curiosità?

Purtroppo le risposte a queste domande, non credo siano per tutti positive e forse – sottolineo, forse – se tutti fossero più sinceri con sé stessi si potrebbero evitare delle vere e proprie tragedie. La maestra 64enne che ieri ha avuto dal Gip di Matera la sospensione dall’attività professionale per sei mesi, responsabile di maltrattamenti nei confronti di 7 bambini di 3 e 4 anni che frequentavano una classe della scuola materna del plesso di via Greco della scuola Bramante di Matera, è solo uno dei numerosi episodi di maltrattamenti  perpetrati nelle mura scolastiche e venuti alla luce negli ultimi anni. Ma, quando si sente nominare la propria città, quando si parla della stessa scuola che hai frequentato in prima persona, o peggio ancora quando si tratta della scuola frequentata dai propri nipotini e figli, allora il senso di ribrezzo e di rabbia che viene nello stomaco è maggiore. Quei ricordi divertenti e amorevoli racchiusi in qualche angolino della testa vengono strappati via da immagini crudeli, schiaffi, insulti, spintoni, minacce, ecc. Ad accertare queste violenze fisiche e morali sono state le intercettazioni audio-video ambientali che per quindici giorni hanno evidenziato questi comportamenti da parte dell’insegnante. La dirigente scolastica Carmela Diperna ha raccolto le preoccupazioni di cinque genitori della classe in questione e, dopo le dovute denunce presso la Questura, è iniziata l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Matera.

Numerosi i traumi psicologici riportati dai bambini, e a doverne fare i conti ora sono le famiglie, per cercare di riportare serenità dove ora c’è paura, calma dove ora c’è ansia, amore dove ora c’è odio. La scuola, il posto in cui si crede possano essere al sicuro i propri figli, invece, si è trasformata ancora una volta in un incubo. Sensibilità, attenzione, accuratezza, senso di responsabilità, comprensione e pazienza, alcune delle qualità per essere un buon insegnante. E per fortuna, ce ne son tanti così e si spera possano essere tutti così in futuro.

maestra-sospesa-matera
Foto della video-intercettazione della Polizia di Stato


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