La giusta autostima per volersi bene sin da bambini

La fiducia nelle proprie capacità e nelle proprie decisioni, ma più in generale avere stima in sé stessi, è quello che serve a ogni bambino per crescere in maniera sana e per volersi bene; tutto ciò, si racchiude in una parola: autostima. Essa rappresenta il terreno su cui il bambino costruisce la propria serenità e la potenziale chiave del successo come adulto. L’autostima è uno dei nuclei che sostiene la personalità e il carattere della persona, ed è un bagaglio dal quale tirare fuori le risorse necessarie nelle situazioni più complesse. Questo valore però, non è un valore pre-esistente, ma che si costruisce poco per volta sin dall’infanzia. È quindi indispensabile capire come aiutare al meglio il bambino durante questo percorso per mettere tutti i tasselli al posto giusto. A spiegarci qualcosa in merito ci ha pensato la psicologa Donatella Albano in questa intervista:

Qual è l’ingrediente principale per alimentare l’autostima di un bambino?

«Per tutte le persone le relazioni sociali rappresentano un aspetto fondamentale. Sapere di avere un ruolo per l’ALTRO, di essere amato e riconosciuto per il solo fatto di esistere, indipendentemente da ciò che si fa… è questo il cuore dell’autostima.»

A tal proposito, che ruolo svolgono i genitori?

«Gli adulti rappresentano uno specchio per i bambini: essi avranno un’idea di quello che sono, sulla base di ciò che i grandi rimandano loro. Un clima positivo, di fiducia, incoraggiamento e interpretazione dei bisogni del proprio bambino favorisce lo sviluppo dell’autostima, creando un modello operativo che si basa una convinzione di avere un valore, “di andar bene così com’è”, una base sicura da cui partire per esplorare il mondo che lo circonda. Un concetto teoricamente semplice, conosciuto da tutti i genitori, ma che nella pratica spesso si scontra con variabili psicologiche e strategie educative e comunicative.»

Come comportarsi quando i bambini sbagliano?

«l problema non sono gli errori, ma il significato che gli attribuiamo. È fondamentale attribuire la responsabilità dell’errore ad un comportamento o ad uno sbaglio compiuto dalla persona e non alla persona stessa e alle sue caratteristiche. Se trasmettiamo ai bambini il messaggio secondo cui gli errori fanno parte di un percorso, contribuiamo alla loro sicurezza, a sviluppare il coraggio di provarci e considerare il proprio valore sia nella vittoria, che nella sconfitta. È dunque opportuno valorizzare i successi dei bambini, i loro comportamenti positivi con frasi del tipo “Ti sei comportato nel modo giusto”. Allo stesso modo, davanti ad errori, ad esempio un cattivo voto, sarebbe opportuno evitare frasi giudicanti del tipo “Non ne combini mai una buona” o  “Non sei capace di far nulla”, “Hai sbagliato perché sei uno stupido” e concentrarsi su ciò che non ha funzionato.
È importante dare al proprio bambino un messaggio che gli spieghi cosa si deve modificare per superare un fallimento e che, allo stesso tempo, sia propositivo rispetto alle future possibilità di riuscita (ad esempio “Se fai così, vedrai che andrà bene”). Il desiderio più grande dei bambini è quello di essere riconosciuti: premiare quello che fanno di buono. Tutti gli adulti, dunque, sono chiamati ad aiutare e sostenere i bambini a rafforzare la propria autostima, supportandoli nel loro percorso di crescita.»

 

Foto di https://www.money.it/


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