Influenza, ecco come proteggersi: semplici norme igieniche

In questi giorni di psicosi causati dal coronavirus, basta un banale raffreddore o qualche altro sintomo influenzale che la gente subito va in panico. Ebbene, siccome la sindrome influenzale è un’infezione virale respiratoria acuta, favorita dai climi freddi e i bambini sono particolarmente suscettibili, è indispensabile sapersi proteggere.

Per contrastare il contagio dell’influenza, infatti, non basta solo il vaccino, ma è opportuno utilizzare una serie di norme igieniche e di comportamento semplici, ma che possono cambiare la vita in meglio.

  • Non scambiarsi posate, bicchieri e bottigliette con altre persone. L’influenza si trasmette tramite goccioline di saliva o muco. Ma allo stesso modo, sarebbe preferibile non scambiare neanche i telefoni, tablet, che si maneggiano di continuo.
  • Quando si starnutisce o tossisce coprirsi con un fazzoletto di carta e gettarlo, oppure con l’incavo del gomito. La sola mano non basta a trattenere tutte le velocissime microgoccioline che fuoriescono in quei momenti.
  • I fazzoletti di carta una volta utilizzati, vanno subito gettati nell’immondizia, per evitare di contagiare altre persone.
  • Evitare di toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non perfettamente pulite, perché i germi si diffondono in questo modo, e in generale evitare di toccarsi anche nei posti molto affollati (mezzi di trasporto, uffici pubblici, ecc).
  • Restare a casa quando si ha la febbre o i sintomi influenzali, almeno per tre/sei giorni.
  • Lavarsi le mani frequentemente. Forse, la precauzione più importante perché è un gesto semplice ed economico, e costituisce un rimedio utile per ridurre la diffusione dei virus influenzali, così come di altri agenti infettivi. In particolare dopo aver soffiato il naso o aver tossito o starnutito, è un gesto indispensabile.
    Ma occorre anche saperlo fare bene! Sul sito del Ministero della Salute troviamo delle indicazioni per far sì che il lavaggio sia efficace (in basso trovate le indicazioni). Sarebbe opportuno “studiarle” e metterle in pratica anche insieme ai più piccoli, per rendere questo gesti una pratica quotidiana e gradevole, magari inventando una canzoncina per far partire il conteggio dei 40-60 secondi. In assenza di acqua, si può procedere allo stesso modo con i gel a base alcolica.

Foto in evidenza di https://it.blastingnews.com/


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