Giornata nazionale contro bullismo e cyberbyllismo

La prima “Giornata nazionale contro il bullismo a scuola”, si è svolta il 7 febbraio 2017, in coincidenza con la Giornata Europea della Sicurezza in Rete indetta dalla Commissione Europea (Safer Internet Day). Le scuole furono chiamate a contribuire alla realizzazione del primo spot contro il bullismo e il cyberbullismo, progettato e realizzato interamente dagli studenti. La Campagna Nazionale andò sotto il claimIl Nodo Blu contro il Bullismo” e tutti coloro che da allora aderiscono o alla campagna indossano, appendono o mostrano il simbolo della lotta nazionale delle scuole italiane contro il bullismo: un braccialetto con un Nodo Blu.

Questo fenomeno, purtroppo, è tristemente noto da tempo, ma se una volta i bulli agivano “solo” fisicamente ora il bullismo viaggia anche attraverso altri canali. La definizione di bullo risale al 1996 e dice: «Uno studente è vittima di bullismo, ovvero è prevaricato e vittimizzato, quando viene esposto, ripetutamente nel corso del tempo, ad azioni offensive da parte di uno o più compagni». La violenza può essere di tre tipi: fisica, verbale e psicologica (diffamare, isolare, escludere la vittima). Ogni giorno in molte scuole si registrano episodi di bullismo e cyberbullismo. Per il Centro nazionale cyberbullismo), un ragazzo su quattro in Italia tra 11 e 17 anni è stato coinvolto. Il bullo di oggi ha un’età più bassa. Come si nota dai dati registrati, prima il bullo aveva dai 14 ai 16 anni, ora si inizia già tra i 7 e gli 8 anni.

Ma come abbiamo detto, oggi il bullismo si muove anche attraverso altri canali. Quali? Il web e i canali social. Ed è qui che entra in azione la parola “cyberbullismo”: un attacco continuo e offensivo verso una persona, il cyberbullismo si perpetra con l’invio di messaggi che minacciano la vittima o la pubblicazione di foto o video che la umiliano sui siti di social network. E poi ci sono gli osservatori che assistono, in maniera più o meno passiva, al cyberbullismo che anche solo con un “like” ne partecipano. Facendosi forza dietro un monitor e dietro l’”anonimato” del web, i cyberbulli sono in continuo aumento.

Come pensare a una soluzione? L’educazione al mondo digitale è la giusta strada. Iniziando in famiglia assicurandosi che il tempo di esposizione dei ragazzi alle nuove tecnologie sia quantitativamente e qualitativamente adeguato. Controllando anche che i profili social siano impostati su “privato” e che ci sia un blocco ai siti rischiosi. Ma anche la scuola si deve impegnare in merito, con progetti formativi per gli alunni per un uso consapevole della tecnologia e per la prevenzione del cyberbullismo. In generale, instaurare un dialogo, dare il buon esempio e proporre nuove alternative al web sono le vie per insegnare un comportamento corretto online e offline.

Ricordiamo che il CNAC offre un aiuto a tutte le età (anche minori di 18 anni) e il primo contatto permette di effettuare la segnalazione ad un operatore qualificato al numero verde 800642377 e al form di segnalazione sos@anticyberbullismo.it. Il primo appuntamento/consulto è gratuito.


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